Cesare Palumbo

Cesare Palumbo,

l’altra biografia
(tratta da “Don Gennaro e la livella”,ed. Guida, dello stesso autore)

Il  17 marzo del 1944, mentre il Vesuvio di Napoli eruttava fuoco, cenere e lapilli, la madre di Cesare partoriva sul letto della sua casa di Sant’ Antonio Abate il nostro autore.  Fu subito battezzato, in articulo mortis, non in rito latino ma direttamente in rito e lingua napoletani. Cacciate le prime tentazioni che lo volevano “monaco di Monza”, facendo poi lo studente lavoratore, nel  ’72 si laurea in Lettere Moderne a la Sapienza di Roma, con il massimo dei voti, con una tesi pertinente in sociologia “La morale e religione nelle prostitute”. Nel ‘76 pubblica “Assassiniamo il poeta. Pier Paolo Pasolini”, libro profetico perché a cominciare da quella data in Italia spariscono  anche gli ultimi superstiti lettori di poesia. Come uno scemo, prima degli anni ’80, rinuncia a una cattedra universitaria di Letteratura Italiana solo perché gli viene chiesta in cambio una tangente. Il nostro però non rinuncia a fare il professore di Letteratura Italiana e Storia nei licei di Roma e Provincia. Ma usa i banchi di scuola solo  per le nozioni base, perché il suo insegnamento è per lo più peripatetico: porta infatti i suoi allievi per mercati e fiere, a teatro, a spettacoli di piazza e li incita a fare esperienze letterarie isolandosi di fronte al mare o al cielo stellato…  Il suo rapporto coi ragazzi è di tale complicità che anticipa aturnte litteram il prof. John Keating del film “L’attimo fuggente” di Peter Weir. Tanto che anche oggi che se ne sta in pensione deve stare molto attento a passeggiare per la sua città perché gli ex allievi che occasionalmente incontra, ormai uomini e donne fatte, gli continuano a saltare addosso baciandolo dappertutto. Dagli anni ‘80 al 2000 Cesare, alternando attività teatrale e impegno scolastico, interpreta con successo “Non ti pago” e “Questi fantasmi” di Eduardo De Filippo e continua a tutt’oggi ad omaggiare sempre Totò recitandone ad ogni buona occasione le poesie. Scrive poi “Il Posto”, commedia comico satirica in napoletano e la porta in scena per qualche città del sud. E’ la volta poi di “Bolla di vita”, dramma-commedia sull’aborto, replicato più volte nella sua città di residenza perché l’impegno scolastico non gli consente tournée. Nel ‘96 pubblica “Così parlò il porco di Sant’Antonio Abate”, un riflessionario di aforismi sulle tre condizioni della vita umana, l’uomo animale, il poeta, il santo.
Non riesce a mettere in scena una sua commedia corale in napoletano a lui tanto cara “Storia di un povero cristiano partenopico”, un vedovo napoletano con figli a carico eletto papa e, subito rinunciatario, poiché i parroci della sua città, Nettuno, lo convocano, allarmati, invitandolo a desistere dal mettere in scena lo spettacolo,  senza riuscire a capire che Cesare non ce l’ha con Gesù Cristo, ma con la Chiesa e cioè con loro. Peccato, ma Cesare non se la piglia più di tanto, perché il successo, se proprio a volte non ti danneggia, non sempre ti porta tranquillità e fortuna.

 

FORMAZIONE
1973
consegue la Laurea in Lettere presso l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza” voto 110/110 e lode, con tesi in sociologia dal titolo “Morale e Religione nelle Prostitute”.
1974-1975
partecipa al corso di recitazione IL TEATRO NAPOLETANO, docente V. Russo al Teatro San Carlo (Napoli).
1976-1977
partecipa al corso di recitazione NATURALISMO SCENICO, docente L. Bragaglia al Teatro Anfitrione (Roma).
1980-1981
partecipa al corso di recitazione LO SVILUPPO DEL METODO, docente L. Strasberg al Teatro Tor di Nona (Roma).
1981-1982
partecipa al corso di recitazione LEZIONI DI TEATRO, docente E. De Filippo presso Istituto del Teatro e dello Spettacolo dell’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”.
1988-1989
partecipa al CORSO DI CINEMATOGRAFIA E TECNICHE DELLO SPETTACOLO, docente V. Ilnitzki al Teatro Valle (Roma).

PUBBLICAZIONI

     
CRITICA LETTERARIA:  
Assassiniamo il Poeta.
Pier Paolo Pasolini

Ed. Pellegrini (CS)
NARRATIVA:  
Così parlò il porco di Sant’Antonio Abate
Ed. Levante (BA)
NARRATIVA:  
Don Gennaro
e La livella
Ed. Guida (NA)

 

RAPPRESENTAZIONI TEATRALIattore-protagonista e regista

Questi Fantasmi di Eduardo De Filippo
Non ti pago di Eduardo De Filippo
Sic sic artefice magico di Eduardo De Filippo
Il Posto di Cesare Palumbo
Bolla di Vita di Cesare Palumbo
Don Gennaro e La livella di Cesare Palumbo

 

TELEVISIONE

2003 ruolo in Distretto di Polizia (Roma).

 

DIALETTI

Napoletano, romanesco e calabrese.

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